Hai superato i 40 anni. Magari i 45, o anche i 50. Hai un ginocchio che scricchiola, un'agenda piena e una discreta collezione di acciacchi stagionali. Eppure, da qualche parte nella testa, ti torna il ricordo di quando correvi in campo, chiamavi il pick-and-roll e ti sentivi inarrestabile.
La domanda è: è davvero troppo tardi?
Risposta breve: NO!
Risposta lunga: assolutamente no, e la scienza è dalla tua parte.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 150 minuti di attività fisica a settimana per gli adulti over 40. Il basket amatoriale — due allenamenti da un'ora e mezza — ci siamo. Ma i benefici vanno ben oltre il semplice "stare in movimento".
Gli sport di squadra intermittenti come il basket — dove si alterna corsa, recupero, salto, cambio di direzione — sono tra le attività più efficaci per la salute cardiovascolare degli adulti. Meglio della camminata, meglio della corsa sul tapis roulant, e decisamente meglio di restare sul divano.
Dopo i 40 anni il corpo perde massa muscolare in modo fisiologico (si chiama sarcopenia) e la densità ossea tende a diminuire. L'attività fisica con impatto — come appunto il basket, con i suoi salti, accelerazioni e frenate brusche — contrasta entrambi i processi. Ogni rimbalzo preso è, letteralmente, un investimento sulla tua struttura ossea. Poetico, no?
Uno studio dell'Università di Copenaghen ha dimostrato che gli sport di squadra aumentano l'aspettativa di vita più degli sport individuali come la corsa. Il motivo? La componente sociale e cognitiva: dover leggere il gioco, prendere decisioni in frazioni di secondo, coordinarsi con i compagni. Il basket è uno degli sport con il più alto carico cognitivo che esista. Ogni partita è una seduta di allenamento mentale travestita da divertimento.
L'attività fisica produce endorfine. Giocare con altri produce ossitocina. Fare una battuta esilarante sullo spogliatoio a spese del compagno che ha sbagliato un layup facile produce soddisfazione pura. I Mentecats sono, a loro modo, una terapia.
Inutile nasconderlo: il corpo di un over 40 non è quello di un ventenne. Alcune cose cambiano, e negarlo sarebbe disonesto oltre che inutile.
Ti sveglierai un po' rigido il giorno dopo l'allenamento, almeno le prime volte. Il fiato corto arriva prima di quanto ricordassi. Qualche movimento che a 25 anni era automatico, ora richiede un secondo di calcolo mentale. I tempi di recupero si allungano.
Ma c'è una notizia buona anche qui: in campo siete tutti nella stessa barca. Nessuno dei Mentecats è sceso da uno yacht. Abbiamo tutti le ginocchia che cigolano, il fiato corto dopo venti metri, e non ricordano più gli schemi della difesa a zona. L'acciacco non è una vergogna: è il codice di accesso al club.
Benvenuto. È il requisito minimo di ingresso. I Mentecats non fanno selezione atletica, fanno selezione di persone che hanno voglia di giocare. La forma si recupera. La voglia, quella devi portarla tu.
Il basket è come la bicicletta: il corpo ricorda. Le prime settimane sono di rodaggio, poi i movimenti tornano quasi da soli. La mano che trova il canestro, il passo del palleggio, la lettura del gioco — sono lì, sotto la ruggine. Basta scrollarsela di dosso.
Qui entra in gioco l'individualità. C'e' chi ha giovato della ripresa e molto acciacchi sono rientrati, chi no . Nel caso chiedi consiglio al tuo medico. Non per scoraggiarti, ma perché ogni situazione è diversa e merita una valutazione seria. Nella nostra squadra ci sono giocatori che gestiscono tendiniti croniche, protesi parziali e un'infinita varietà di acciacchi certificati. Il basket amatoriale over 40 è uno sport adattabile — si può modulare l'intensità, si può evitare certi movimenti, si può decidere di fare la guardia invece del pivot. Si gioca, anche con i limiti.
Due allenamenti a settimana. Due ore ciascuno, spogliatoio compreso. Se riesci a trovare due serate, trovi i Mentecats. Bisogna lottare un pochino contro la pigrizia. Capita a tutti un attimo di "tentazione da divano" prima di uscire di casa per andare agli allenamenti, ma a fine serata si è cosi' soddisfatti da dimenticare tutto.
Dal 1998 portiamo avanti un esperimento involontario: dimostrare che si può giocare a pallacanestro a Milano, a qualsiasi età, con continuità e con il sorriso. Siamo una squadra di basket over 40 iscritta al campionato amatoriale UISP, con base al PalaMentecats di Quarto Oggiaro, e abbiamo visto passare giocatori di ogni tipo: ex atleti agonisti che cercavano di tenere viva la fiamma, assoluti principianti che non avevano mai preso un pallone da basket in mano, e tutto quello che c'è in mezzo.
La costante è sempre stata una: chi viene, resta. Perché quando trovi un gruppo in cui si ride, ci si sostiene e si condivide la passione per questo sport assurdo e bellissimo, non si smette più facilmente.
Se sei arrivato fino in fondo a questa pagina, probabilmente quella voglia ce l'hai ancora. Forse è il momento di ascoltarla.